Bologna



InfoClima:

Bologna presenta un clima continentale; la Classificazione climatica è “zona E, 2259 GR/G”.
Gli inverni possono essere anche molto rigidi (la minima temperatura invernale storicamente registrata nella zona, più precisamente a Molinella nella notte tra il 12-13 gennaio 1985, fu di -28,8 °C, causata dalla storica ondata di freddo del gennaio 1985) e non mancano le precipitazioni nevose, talvolta anche assai abbondanti per una zona di pianura: sono rimaste negli annali e nella memoria storica di molti bolognesi, quasi mitizzate, le precipitazioni del giugno 1491, con i suoi 30 cm e quella del febbraio 1929 (quando tutto il Nord-Est, e in particolare la Romagna, fu aggredito da una bufera di neve eccezionale), con circa 130 cm di neve e con la città interamente bloccata per giorni da veri e propri “muri di neve” che arrivavano fino ai primi piani degli edifici, anche a causa della neve che apposite squadre di spalatori scaricavano dai tetti a rischio di crollo.
Altre cospicue precipitazioni, quasi sempre nei mesi di gennaio e febbraio, si sono avute, in epoche più recenti, nel 1977 (tra il 26 e il 27 novembre più di 40 cm, con crolli di tetti)[13], nel 1985, in gennaio (35 cm tra l’8 e il 9 e poi altri 60/70 cm tra il 13 e il 17, che causarono tre giorni di completo black out a causa delle rottura di linee elettriche), nel 2004 (30/40 cm cm di neve in sola volta fra il 28 e il 29 di febbraio), nel febbraio 2012 (l’ondata di gelo ha portato un accumulo di 96 cm), ma si ricordano anche nevicate di qualche decimetro addirittura in mesi primaverili, specie in marzo (recentemente il 17 aprile 1991). La nevosità media invernale dal 1961 è di 35.9 cm; è sicuramente la città dell’Emilia-Romagna, dopo Piacenza, con maggiore frequenza di nevicate.
La temperatura minima assoluta degli ultimi vent’anni in città è stata di -11,6 °C registrata il 9 febbraio del 1991, mentre le estati sono calde ma meno afose (meno percentuale di umidità) di altre città molto più a nord nella pianura padana; possono essere altresì assai lunghe e siccitose (come nel 2003 e nel 2012); in luglio e agosto è abituale il superamento dei +37 °C.
Le mezze stagioni sono, in genere, miti e piovose e hanno breve durata.
Le precipitazioni medie in città oscillano, a seconda degli anni, da 450 mm a 900 mm[19] (le misurazioni si effettuano all’Aeroporto Guglielmo Marconi, mentre un tempo erano effettuate, per il centro storico, nella torretta della Specola dell’Università e si concentrano solitamente in primavera e autunno per almeno il 70%).
La ventosità modesta contribuisce alla formazione di nebbie e foschie e alla permanenza di un elevato inquinamento atmosferico conseguente sia al traffico locale e di transito, sia alle esalazioni dei prodotti della combustione degli impianti di riscaldamento (peraltro ormai convertiti per la maggior parte a gas metano) e degli impianti industriali. Occasionalmente, tuttavia, si sono avute giornate con raffiche anche a 120 km/ora (ad esempio il 26 dicembre 1996) per effetto di venti di tramontana (talvolta il buran delle steppe siberiane arriva fino ai piedi dell’Appennino); durante il mese di agosto, specialmente, forti raffiche, anche superiori a 100 km/ora, si possono registrare in occasione di nubifragi e altri eventi temporaleschi a carattere locale.