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Pubblicato il: 22 Aprile 2018 alle 4:22 pm

IL LEGNO: NATURA E TIPOLOGIA (Parte Prima )

il legno

Il legno : natura e tipologia

Prefazione :
Il legno è sicuramente uno dei materiali preferiti per il fai da te ma anche per le ristrutturazioni. La sua capacità di essere lavorato e tinteggiato infatti regala tantissime soddisfazioni. Abbiamo dunque pensato di iniziare un lungo ma utile percorso che vi spiegherà tutti i segreti di questo fantastico supporto.



Il legno è l’insieme dei tessuti vegetali che costituiscono il tronco, i rami e le radici di alberi ed arbusti. E’ costituito in media da circa il 28,5% di sostanze organiche, 70% acqua e 1,1% sostanze minerali. La parte organica è composta da Cellulosa 40-50% che è il costituente principale che da resistenza meccanica e resistenza all’esterno. Lignina 20-30% sostanza Idrofoba che veicola le sostanze nutrienti della pianta. Emicellulosa 15-20% responsabile dell’elasticità, alla funzione di collante tra lignina e cellulosa. Nel legno stagionato la qualità di acqua si riduce dal 70% al 12% circa il legno viene utilizzato per scopi diversi ma per la sua versatilità è forse uno dei materiali più antichi è più diffusi fra i prodotti da costruzione tutt’ora largamente utilizzato nella progettazione edilizia per la sua molteplicità e versatilità di impiego. Il legno offre grandi vantaggi ma essendo un materiale vivo, sensibile e reattivo con l’ambiente nel quale viene utilizzato, occorre proteggerlo dai numerosi fattori di degrado atmosferici e biologici che possono accelerarne l’invecchiamento, in particolare per conservarlo nel tempo e mantenerne l’integrità occorrerà adottare specifici accorgimenti trattando le superfici con adeguati sistemi protettivi e prevedendo periodica manutenzione.

La natura del supporto

le specie legnose utilizzate nella costruzione di manufatti in legno si possono dividere in due grandi categorie: conifere e latifoglie.

Conifere

Appartengono a questa specie sia legni molto resinosi come il pino, il douglasia, o il larice rosso, sia legni poveri di resina tipo l’abete bianco o rosso, l’hemlock o il cipresso.  I legni di conifera sono in genere più economici dei legni da latifoglia; per questa ragione il legname proveniente dalle conifere è molto sfruttato per la realizzazione di prodotti da costruzione ( travi e coperture ) e per la produzione di serramenti comuni ( infissi, serrande e tapparelle) anche se di norma offre all’esterno durabilità minore rispetto al legno di latifoglia.  Gli sbalzi termici fanno variare il tenore di umidità presente nel legno dando luogo ad importanti ritiri e producendo fratture, a volte così profonde, da compromettere la capacità di tenuta del supporto e la resistenza strutturale degli elementi.  I legni di conifera molto resinosi come il Pino o il larice se sposti per lungo tempo al sole o alle alte temperature, possono presentare il problema della fuoriuscita della resina, che si accumula in special modo in prossimità dei nodi.  La resina accumulata si asporta più facilmente durante l’inverno, quando le basse temperature rendono la sostanza più rigida e fragile. e, in questa situazione, la resina può essere facilmente rimossa meccanicamente dai supporti non trattati, mentre gli eventuali cicli di verniciatura applicati potrebbero subire seri danneggiamenti sia in termini di prestazione sia di durata nel tempo. Le conifere, in fine, risultano più attaccabili anche da parte di funghi e muffe. Per questo motivo prima di procedere con l’applicazione di qualunque trattamento protettivo e decorativo è buona regola sottoporre il legname da costruzione ad un ciclo di impregnazione specifico utilizzando prodotti che siano in grado di stabilizzare la lignina e che nel contempo siano in grado di assicurare un’efficace protezione dagli agenti patogeni che potrebbero attaccare il supporto.




Latifoglia

Le più pregiate alcune più povere ed estrattivi tipo i legni meranti e alcune più ricche  di estrattivi come il castagno o il rovere o il tè h i legni di latifoglie sono generalmente molto apprezzati sia per la loro qualità estetica sia per le caratteristiche fisiche dei legnami che ne derivano, particolarmente compatti e resistenti. grazie all’ottima resistenza meccanica e alla minor predisposizione all’attacco da parte di funghi ed insetti, Queste specie legnose sono particolarmente indicate per la realizzazione di manufatti di pregio destinati alle opere di edilizia come elementi strutturali decorativi, serramenti e alla rifinitura dei prodotti da costruzione come rivestimenti di pavimenti e pareti ma anche all’industria del mobile. Nonostante le caratteristiche positive, la verniciatura del legname da latifoglia ha normalmente una durata minore rispetto alla verniciatura del tavolame da conifera, in particolar modo se vengono utilizzati cicli di verniciatura all’acqua. La ragione deriva dal fatto che nel legno da latifoglie, specialmente nel castagno e nel rovere, il supporto assorbe più lentamente l’acqua e, quindi, l’ancoraggio delle vernici idrosolubili è più difficile al punto che, talvolta, la pellicola di vernice può essere rimossa esercitando una certa pressione con l’unghia. Il problema solitamente scompare dopo alcuni giorni e dopo una corretta essiccazione del ciclo di verniciatura applicato. Il trattamento dei manufatti a base di legno da latifoglia va effettuato prestando molta attenzione alle condizioni climatiche, rispettando a dovere i tempi di essiccazione dei vari prodotti vernicianti e tempi di sovra verniciatura. Un ciclo di verniciatura appena applicato, infatti, può risultare particolarmente critico se lasciato in ambienti poco areati, in presenza di alti tenori di umidità o se esposto al calore diretto dei raggi solari. La forte umidità ristagnante negli ambienti Immediatamente dopo la verniciatura e le temperature elevate, possono favorire l’insorgere di alcuni difetti superficiali come ad esempio la formazione di micro bolle sulla superficie dei supporti particolarmente duri come il rovere o il teak, viraggi ad un colore verdastro sui supporti di rovere, l’annerimento dei pori sul legname di castagno, a causa dell’abbondante contenuto di Tannino che caratterizza questo tipo di essenza. Per ovviare a queste problematiche nella tinteggiatura del legname da latifoglie si prediligono di fatto le tinte scure, che sono in grado di mitigare le imperfezioni superficiali, mentre sono generalmente sconsigliate le tinte chiare, poiché non hanno alcuna capacità di mascherare tali difetti.

Stefano Ghetti ( Area Markentig&Sviluppo MARKET COLOR )