Ultime News

Pubblicato il: 5 Giugno 2019 alle 4:02 pm

INQUINAMENTO dell’ACQUA: ATTENZIONE alle FALDE SOTTERRANEE


Falde acquifere, le più a rischio

Una falda acquifera si forma nel sottosuolo quando uno strato di roccia impermeabile impedisce all’acqua piovana di scendere ancora più in profondità.
Non essendo visibili spesso ci si accorge dell’infiltrazione di sostanze tossiche nelle acque sotterranee quando è molto tardi. A volte una falda contaminata può impiegare anche centinaia di anni per ripulirsi.
Ma quali sono le principali fonti di inquinamento delle acque dolci? Vediamo:


L’elemento più dannoso per l’ecosistema e la salute umana è rappresentato dagli “inquinanti organici persistenti”, che comprendono ad esempio molte sostanze chimiche industriali. A “sporcare” le falde da cui traiamo acqua potabile sono le sostanze dovute allo scarico di rifiuti non trattati, l’inquinamento atmosferico, pesticidi e scorie agricole.

Le acque che utilizziamo nella nostra vita quotidiana sono contaminate da metalli pesanti e a veri e propri veleni, come l’arsenico, che se presente in quantità minime non è dannoso. Se però i suoi livelli superano di poco la soglia consentita si può arrivare anche alla morte.


Nei corsi d’acqua vengono scaricati inoltre materiali provenienti da fogne e fosse biologiche che ne alterano l’equilibrio micro-batterico e creano agenti patogeni che causano malattie. Spesso non si pensa al fatto che tutte queste sostanze tossiche presenti nelle falde sotterranee finiscono nelle nostre case e sulle nostre tavole.  In Italia la legge consente di mescolare ai rifiuti i fanghi di depurazione provenienti dal trattamento delle acque reflue civili industriali e agroalimentari. Ma cosa si può fare nel presente per impedire di dover gestire danni ancora più pesanti nel futuro?


Le attività inquinanti dovrebbero essere situate in zone con terreni spessi e argillosi, che ostacolano maggiormente l’infiltrazione si sostanze nocive. E’ necessario anche un corretto smaltimento delle acque reflue industriali e civili. Inoltre la diffusione dell agricoltura biologica diminuirebbe l’uso di pesticidi e diserbanti chimici.

A cura di Ivana Banincasa