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Pubblicato il: 23 Dicembre 2019 alle 5:03 pm

Meteo: conferme dai centri di calcolo, il NUOVO ANNO potrebbe aprirsi con GELO e NEVE. Ecco Perché

Gli amanti del freddo e della NEVE saranno già in trepida attesa viste le notizie meteo che si susseguono da alcuni giorni a spasso per la rete circa un possibile arrivo di un’ondata di GELO e di NEVE attesa per l’inizio del NUOVO ANNO.

Ma a calmare gli animi di chi sogna un inizio di 2020 gelido e nevoso è come al solito la distanza temporale che ci separa dall’ipotetico evento. Ecco, l’abbiamo detto! IPOTETICO.
Non possiamo infatti assolutamente confermare questo possibile scenario atteso tra ben 10 giorni. Non resta altro che analizzare il perché POTREBBE verificarsi e quali sarebbero i possibili effetti. Ma andiamo con ordine dunque.


Dopo un lungo periodo che vedrà l’alta pressione protagonista già dai giorni di Natale e fino alla fine dell’anno, ecco che tra mercoledì 1 e giovedì 2 gennaio, proprio l’alta pressione deciderà di spingere il suo lato più settentrionale verso il nord Europa. Sul bordo orientale dell’anticiclone comincerebbe dunque a colare una massa d’aria gelida di estrazione polare diretta verso il nostro Paese. 

Ma a complicare un eventuale “previsione” non c’è solo l’elemento legato alla lunga distanza temporale, ma bisognerà fare i conti anche con il fatto che l’aria fredda ha spesso sviluppi imprevedibili sull’Italia specialmente a causa dei nostri mari che fungono da veri e proprio serbatoi di energia.

In sostanza sono tanti i punti ancora da chiarire. Per prima cosa, come detto, vedere se ci saranno ulteriori conferme in merito a questo ipotetico scenario ed in seconda istanza bisognerà capire se l’aria gelida avrà effetti non solo sui termometri ma anche sul fronte del meteo. Vediamo. 


Al momento i due principali centri di calcolo mondiali, sono abbastanza concordi sull’ipotesi di una formazione di un minimo di bassa pressione soprattutto tra il 3 e il 4 di gennaio sull’alto Tirreno in rapido e successivo movimento verso le regioni del Sud.
Oltre all’arrivo di un bel freddo dunque, potrebbero aprirsi le strade a possibili scenari bianchi  addirittura sulla Val Padana e successivamente a quote molto basse al Centro Sud.

Se tale configurazione sarà confermata, non sarebbero invece coinvolte dalle precipitazioni le zone alpine e prealpine interessate solo da un inevitabile crollo termico. Ci sarebbe invece spazio per utili e tanto attese nevicate sugli Appennini.

Giunti a questo punto non ci resta altro che attendere il passare dei giorni e vedere se i centri di calcolo continueranno a mantenere salda questa loro visione futura. 

Di Stefano Ghetti
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