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Pubblicato il: 26 Settembre 2019 alle 2:21 pm

Meteo e Clima: L’estate 2019 in Emilia Romagna. Anomala ma non eccezionale. Ecco l’ultimo rapporto.

L’estate europea a oltre 40°C

L’estate 2019 verrà ricordata soprattutto perchè, per la prima volta, le temperature dell’Europa centrale hanno superato abbondantemente i 40 °C in varie località, inclusa Parigi battendo numerosi precedenti record di caldo. Nonostante in Emilia Romagna le onde di calore siano state meno estreme e soprattutto meno inattese , la temperatura media regionale estiva si è assestata sul quarto valore della serie (dopo il 2003, il 2012 e il 2017) e a pari merito con il 2015. Anomalie termiche quindi di tutto rispetto, che si sono manifestate attraverso una serie di onde di calore ripetute di lunghezza non eccezionale.

Dopo una primavera conclusasi con un mese di maggio freddo e piovoso l’estate ha fatto il suo esordio con un rialzo netto delle temperature medie regionali dell’ordine di +9 °C in soli 6 giorni. Nel corso dell’estate, le temperature si sono mantenute quasi sempre sopra ai valori di riferimento relativi al periodo 1961-1990, tranne in poche occasioni.

Riguardo l’anomalia del numero di giorni caldi e di notti tropicali possiamo affermare che i giorni caldi presentano unità più uniformi di anomalia, seppur con un massimo accentuato nella pianura piacentina. L’anomalia del numero di notti tropicali, invece, è principalmente concentrata nelle aree urbane, nel ferrarese e lungo la costa romagnola. In generale, nel corso della scorsa estate, le onde di calore, seppur intense, sono state caratterizzate da una durata abbastanza limitata nel tempo. I valori di temperatura più alti sono stati osservati il 27 giugno, quando nel piacentino le temperature massime hanno superato su ampie aree i 40°C.


Piogge eccezionali in maggio, grandinate anomale in giugno

Le eccezionali piogge di maggio, che in Appennino centrale hanno raggiunto valori pari a tre volte le attese, hanno ricaricato i corpi idrici in modo sostanziale, scongiurando definitivamente la siccità idrologica. Nel corso dell’estate, gli apporti sono stati altalenanti, con giugno e agosto caratterizzati da piogge scarse e il mese di luglio, al contrario, da precipitazioni abbondanti, con anomalie percentuali del 150%.

La discreta variabilità dei regimi pluviometrici ha permesso di chiudere l’estate in condizioni prossime alla normalità e in assenza di stress idrici rilevanti in gran parte della regione. Le piogge sono arrivate sotto forma di temporali con effetti al suolo anche di grande rilevanza, basti pensare ai temporali del 22 giugno, associati a grandinate con chicchi dalle dimensioni del tutto eccezionali estese ad ampie aree della regione, ad allagamenti e a forti raffiche di vento.
La grandine poi, ha portato in Romagna gravi danni agli


Emilia Romagna: Estate 2019 anomala, ma non eccezionale

Secondo le ricerche sviluppate dall’Agenzia regionale ARPAe,  non è stata un’estate eccezionale, ma nemmeno nella norma e, purtroppo, dalle caratteristiche in linea con le tendenze osservate nel corso degli ultimi 65 anni. In particolare, in Emilia Romagna come in gran parte dell’Italia, si osserva un aumento significativo delle temperature, sia in termini di valori medi che di valori estremi, particolarmente accentuato nella stagione estiva, soprattutto nei valori massimi giornalieri.

A questo, sempre in estate, si somma una tendenza al calo delle precipitazioni totali conseguenza di una significativa flessione nel numero di giorni piovosi e, nella nostra regione in particolare, un calo generale dei quantitativi giornalieri con un allungamento dei periodi continuativi senza pioggia.

Il calo delle precipitazioni rende gli strati superficiali del terreno più secchi e favorisce l’amplificazione delle anomalie di temperatura massima, poiché l’energia superficiale si trasferisce sempre più in atmosfera sotto forma di calore sensibile, con conseguente aumento delle temperature e sempre meno sotto forma di calore latente, con conseguente riduzione dell’effetto mitigante dell’evaporazione.

Per quanto riguarda l’agricoltura, gli impatti delle anomalie termiche estive sono stati limitati grazie alla brevità delle ondate di calore intense e alla sostanziale disponibilità di risorse idriche. Quest’anno le anomalie di resa, soprattutto per molte colture arboree, sono state principalmente legate alle anomalie termiche negative del mese di maggio, che hanno ridotto o ritardato le fasi di fioritura in diversi alberi da frutto.

Articolo tratto dal sito ARPAe

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Di Stefano Ghetti